Stanislav Petrov, l'uomo che ha impedito lo scoppio della terza guerra mondiale


Oggi ha 74 anni, il tenente colonnello Stanislav Efgrafovic Petrov, l'uomo che secondo molti , ha impedito quello che poteva essere il pretesto per una terza Guerra Mondiale.



Era il 26 settembre 1983, piena guerra fredda. Petrov era di servizio al bunker Serpucho, uno dei tanti bunker intorno alla Mosca sovietica di quegli anni. Il suo compito era quello di controllare costantemente il satellite, e nel caso ci fosse stato un attacco da parte del nemico, doveva contrattaccare immediatamente  con un attacco nucleare su vasta scala.  C'erano infatti testate nucleari costantemente puntate ai paesi occidentali quali Germania, l'Inghilterra e naturalmente gli USA.

Era da poco passata la mezzanotte quando il tenente Petrov, vide comparire un missile in avvicinamento , e secondo i dati era stato lanciato dal Montana. Quindi dagli Stati Uniti.

Petrov, nonostante la sorpresa iniziale , si tranquillizzò ipotizzando che se ci fosse stato un attacco da parte del nemico, sarebbe stato su vasta scala e non con il lancio di un unico missile.Decise di aspettare. Dopo pochi minuti però vide comparire altri quattro missili, sempre lanciati dalla base militare in Montana.

Questa volta la minaccia sembrava reale. I suoi sottoposti iniziarono subito a preparare un contro-attacco posizionando ben dieci testate missilistiche alle principali città americane, in primis

Washington, New York e San Francisco. Oramai era tutto pronto e mancava solo il via libera di Petrov che però non riusciva a capacitarsi di quello che stava succedendo.
Non riusciva a credere che gli americani, che pur si erano macchiati delle stragi ad Hiroshima e Nagasaki, fossero capaci di portare il mondo verso il baratro della distruzione.

In un ultimo barlume di lucidità, si fece dare le notizie sulla base militare in Montana, che erano state raccolte dai servizi segreti. Scoprì allora che in Montana era presente un unica testata atomica, quindi era altamente improbabile che fossero stati lanciati ben 5 missili. Si prese quindi la responsabilità di non contrattaccare ritenendo tutte queste segnalazioni sbagliate. Decisamente la decisione giusta.

Gli ingegneri scoprirono infatti che c'era stato un guasto al sistema satellitare OKO e quindi si trattava solo di un falso allarme.


Quando però le alte cariche dell'esercito e dello stato Sovietico vennero a conoscenza di quello che era successo quella notte, invece di premiare Petrov per aver salvato il mondo dallo scoppio di una distruttiva terza guerra mondiale, decisero di redarguirlo e gli impedirono di proseguire la carriera militare.

Solo alla fine degli anni '90 fu riportato alla luce il dossier sul suo caso.

Oggi Stanislav Petrov è un pensionato, vive in condizioni di quasi povertà a Fryazino, un villaggio russo non lontano da Mosca. Ha salvato l’umanità. Ma l’umanità lo ha dimenticato. O meglio, non lo ha mai conosciuto. Voi ora lo conoscete.


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